per quel che posso ricordare la curiosità verso la natura e gli animali mi accompagna fin dalle prime fiabe... poi grazie ai geni degli avi cacciatori - non a caso mio padre si laurea in medicina veterinaria e mia madre si ritrova un "pollice verdissimo" - la passione si materializza in un'irrefrenabile corsa alla conoscenza della nostra avifauna...

devo molto ai miei genitori... e avrei voluto dirglielo... ma quando si è giovani tutto sembra dovuto. Da quando se ne sono andati mi rendo conto che senza l'ottimismo di mio padre e la tenacia di mia madre difficilmente avrei realizzato i miei sogni.
E poi le loro abitudini, una zia speciale, le amicizie, la casa vecchia con il grande giardino dove abbiamo vissuto...

nel 1962 dopo aver letto "Il naturalista esploratore, raccoglitore, preparatore" mi prende la voglia di imparare a preparare gli uccelli per farmi una piccola collezione: in pochi anni, anche grazie a regali e scambi, riempio quattro vetrine: allora quello era il modo più pratico e produttivo per riconoscere le varie specie, osservandone dimensioni, forme, colorazioni...
La collezione finirà poi al Museo civico di Scienze naturali di Brescia, dove negli anni successivi curerò l'allestimento delle sale zoologiche e redigerò il catalogo museale
in quegli anni la musica è ovunque e non si può evitare il contagio... così mi innamoro della chitarra basso, strumento elettrico che suono "ad orecchio", dando vita con alcuni amici al gruppo dei New Tate.
Poco dopo passo nel più "famoso" complesso degli Shockings, dove rimango per alcuni anni, ritrovandomi tra veri musicisti e riuscendo perfino a incidere un 45 giri.
Per saperne di più sugli Shockings

Verolavecchia, 1966
sono quello che cerca di pettinare un calvo

nel 1967 i miei genitori mi regalano il "Peterson", un volumetto tascabile che divoro riempiendolo con tutti i miei appunti di campo. Questa guida farà scuola per il modo di evidenziare i caratteri distintivi visibili in natura, indicandoli nei disegni con delle linee.
A me aprirà l'orizzonte, facendomi scoprire anche binocolo e macchina fotografica...
...poi il servizio militare interrompe birdwatching e schitarrate e si va a giocare alla guerra, ma per fortuna non in Vietnam... a quel tempo la leva è obbligatoria e prevede la rapatura a zero della chioma, nel mio caso piuttosto rigogliosa.
Mi consolo compilando le mie prime liste di uccelli durante il campo estivo a Cervarezza sull'Appennino reggiano

Diano Castello, marzo 1969
se non si capisce sono quello nel mezzo

nel 1969 mi abbono alla Rivista italiana di Ornitologia (la RIO), entrando in contatto epistolare con il suo Direttore Edgardo Moltoni. Lo incontrerò due anni dopo al Museo di Storia Naturale di Milano, nel suo ufficio impregnato da un acre odore di sigaro. Da quel giorno inizieremo a frequentarci, viaggiare, scrivere, discutere. Il Maestro è al lavoro...
per alcuni anni l'interesse per l'ornitologia convive (per fortuna) con altre passioni, tipiche dei ventenni. Per le scorribande tra un paese e l'altro la bici rimane il mezzo più utilizzato (e più economico), anche se nelle grandi occasioni entra in scena una stratosferica Lancia Fulvia Zagato azzurro mare, che subentra ad una mitica Fiat 500 bianca, portiere controvento, tettuccio apribile, cofano posteriore rialzato, cerchioni larghi, volante sportivo, posti a sedere omologati 4, ma utilizzati all'occasione fino a 6...
quando si è giovani si ha voglia di strafare e così ci provo, prima con il kart, poi con le corse di velocità in salita... ma la carriera finisce sul nascere perché preferisco arrivare al traguardo più sano che primo! La passione per le macchine sportive mi rimarrà per molto tempo, ma mi dovrò accontentare di ammirarle sulla pista dell'autodromo di Monza...

Castell'Arquato 1971

nel 1975 viene costituita la Società Ornitologica Italiana (SOI), voluta tenacemente dal suo presidente Ferrante Foschi.
Nasce in un momento di fermento ornitologico, quasi in "concorrenza" con il Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO). Vengo eletto nel Consiglio direttivo e nella redazione della rivista "Gli Uccelli d'Italia", diretta da Elio A. Di Carlo fino al 1998

da sx: Gino Fantin, Ferrante Foschi, Elio A. Di Carlo, Gianfranco Geronzi, Piero Meda

nel 1976, con l'uscita del mio lavoro "giovanile", Atlante Ornitologico Italiano, cerco di riunire tutti i dati disponibili (in verità pochi ed eterogenei) e, per la prima volta nel nostro Paese, di cartografare gli areali di distribuzione delle specie nidificanti, ma il risultato è rudimentale e approssimativo (1).
Nel 1985 affino le mappe nella Guida degli uccelli nidificanti in Italia (2), poi gli areali vanno via via definendosi... fino a quelli soddisfacenti dell'Ornitologia Italiana (3)
prima spedizione in Corsica alla ricerca della fantomatica "sitta", ufficialmente Picchio muratore corso (Sitta whiteheadi). L'innamoramento con l'Ile de Beauté mi "costringerà" a farvi ritorno per altri 8 anni consecutivi consentendomi, insieme all'amico Carlo Dicapi, di scoprire molti aspetti della vita intima di questo raro endemismo insulare

traversata Livorno-Bastia, maggio 1977
da sx: Fabio Pistolesi, Pierandrea Brichetti, Edgardo Moltoni, Elio A. Di Carlo

appollaiato con Edgardo Moltoni sulle falesie di Capo Rosso, armato del "miracoloso" MTO 500, il catadiottrico venuto dall'Est che spopola tra i fotonaturalisti di allora.
Dal primo viaggio nell'isola di Pantelleria nel marzo 1972, inizierò a seguire come un'ombra il Maestro per altri otto anni...

Corsica, maggio 1978

cena di lavoro tra alcuni ideatori del Gruppo Ricerche Avifauna Nidificante (GRAN), l'attuale GRA tuttora vivo e vegeto.
La madre di Armando ci prepara come al solito una strepitosa gallina bollita

Cascina "La Sandrina", 1979
da sx: Davide Cambi, Fabio Pistolesi, Renzo Baratti, Armando Gaspari, Pierandrea Brichetti

in quegli anni la voglia di vagabondare non manca mai, ma risorse e mezzi sono scarsi, per cui molto spesso ci si deve accontentare di un hotel a "mille" stelle. Allora nessun problema per una notte all'addiaccio o un appostamento in palude, ma quel mal di schiena che ora ti spezza in due...

con Davide Cambi (a sx) nell'isola di Cherso (Croazia) nella primavera 1979

grande invenzione il "campercapanno": poche foto agli uccelli, ma in compenso tanti rischi di cadere dal trespolo!
Il camper, si fa per dire, è sempre lui, l'Estafette 1000, ormai tredicenne. Mi ero affezionato al "furgone delle patatine crock", nonostante mi abbia lasciato più volte col fiato sospeso e il portafoglio vuoto!

Valli di Argenta, giugno 1979

ANNI '80